Oggi abbiamo avuto il piacere di poter parlare con Salvatore Campailla, difensore dal carattere grintoso e dalla forte personalità.

“Ciao Salvo, parto col chiederti come stia vivendo tu queste settimane difficili e se tu stia continuando ad allenarti?”

“Ciao, allora, io ho avuto la ‘fortuna’ di poter continuare a lavorare anche durante questo periodo e questo, aldilà di tutto, è anche un modo quasi per ammazzare il tempo. Certo, nonostante tutto mi sta mancando molto il vedere e il poter abbracciare i miei genitori, i cognati, i nipotini… però questo è ciò che al momento è necessario. Per quanto riguardo sto seguendo le schede che ci ha dato il mister e ogni tanto, per variare, esco davanti casa e faccio un po’ di scale per cercare di tenere il ritmo”.

“Tu sei stato uno dei primissimi acquisti di questa stagione del Modica Calcio. Com’è stato per te ritornare a vestire questa maglia?”

“Io fino a due stagioni fa ero nel Modica Calcio e devo dire che tornare è stata una bellissima cosa perché vestire i colori della propria città è un motivo in più di orgoglio. E proprio il legame con la città e coi suoi colori è sicuramente il motivo principale che mi ha portato a passare molti anni con questa maglia”.

“Sei alla prima esperienza con il mister Raciti. Cosa ne pensi di lui, come allenatore e cosa è riuscito a lasciarti, finora?”

“Io col mister Raciti mi stavo trovando benissimo e con lui stavamo facendo altrettanto bene. Come un po’ tutti mi ha lasciato qualcosa anche lui. Anche se a 31 anni posso ancora imparare tanto e con lui ho appreso qualcosa in più sotto un punto di vista tattico, sul come muovermi, ecc”.

“Quale mister pensi ti abbia lasciato qualcosa in più degli altri? Se c’è stato qualcuno”.

“Ognuno mi ha dato qualcosa in più. Da alcuni ho imparato magari a lavorare tanto sulla forma fisica e sul ritmo più che sulla tecnica, altri, come il mister Raciti, a migliorare tatticamente, ognuno ha lasciato qualcosa che oggi mi porta a essere ciò che sono. Forse quel qualcuno che mi ha dato di più è stato il mister Melchionna che, quando il Modica era in C2 allenava la Berretti. Io all’epoca ero negli Allievi e spesso mi chiamava con i ragazzi più grandi e devo dire che era un mister molto completo, ma penso che comunque abbia influito di più perché ero piccolino”.

“Qual è la stagione che ricordi con più piacere della tua carriera?”

“Quella della promozione in Serie D nel campionato 2006/07 con la Libertas Acate Modica. Io ero un po’ più piccolo e giocavo da ‘Under’ e per me era qualcosa di incredibile poter stare in rosa con giocatori del livello di Polessi, Filicetti e tanti altri campioni. Devo però citare anche la vittoria del campionato di Prima Categoria nel 2017, soprattutto per quanto i tifosi hanno fatto per starci accanto”.

“Quale giocatore pensi sia stato quello più forte tecnicamente e quello che ti ha lasciato di più?”

“Quello più forte di tutti che mi è rimasto in testa è sicuramente Agatino Chiavaro. Un difensore centrale fortissimo di testa, fisicamente dotato e con un tiro potentissimo”.

“Per ultimo ti chiedo come vedi il tuo futuro calcistico?”

“Beh, in un futuro relativamente lontano spero di poter rimanere nell’ambito calcistico, magari allenando, ma ci sarà modo e tempo per pensarci”.

Intervista realizzata telefonicamente da Salvatore Arturia.