Vi presentiamo la nostra nuova rubrica dal titolo:

“Due chiacchiere con…”
dove avremo modo di parlare un po’ con alcuni membri della squadra, dello staff tecnico e della dirigenza di calcio e dei colori rossoblù in una situazione alquanto difficile per tutti. Saranno due interviste settimanali (una il giovedì e una il sabato) che ci accompagneranno per qualche settimana sulle nostre pagine social (Instagram e Facebook) e che troverete sul nostro sito web ( www.modicacalcio.it).

Oggi abbiamo avuto il piacere di parlare con il nostro capitano Alessandro Cassibba!

“Ciao Alessandro, tu sei il capitano del Modica da ormai 4 stagioni, che importanza e quale valore ha la fascia per te? E cosa ti spinge a proseguire ogni anno con la maglia rossoblù?”

“Sicuramente indossare la fascia da capitano è una cosa importante che rappresenta anche un valore aggiunto nel momento in cui lo fai con la squadra della tua città. Questo è il motivo che mi spinge ogni stagione, nonostante delle richieste da altre società, a rimanere a Modica. Questa è la mia città e ciò mi riempie d’orgoglio, aldilà dei problemi che ci sono stati e che ci possono essere in società a questo livello”

“Tu, nel 2005/06, facevi parte della Berretti di quello storico Modica Calcio che partecipò al campionato di Serie C2. Quali ricordi porti di quella stagione?”

“Sì, ricordo quell’anno ovviamente e devo dire che è stato molto importante per me a livello calcistico. Ci sono dei momenti che ricordo bene come la prima chiamata ad allenarsi con la prima squadra e l’esordio in C2 con l’Acireale. Poi ricordo il mister Melchionna che, senza dubbio, mi ha formato moltissimo sotto un punto di vista calcistico, ma anche umano”

“Qual è stato il calciatore più forte con il quale hai giocato nella tua carriera?”

“Ho avuto la fortuna di aver giocato con molti ragazzi forti, potrei citare Nicola Polessi, Agatino Chiavaro, ma penso che quello più forte che mi ha lasciato tanto anche sotto un punto di vista umano sia stato Calogero La Vaccara che poi è stato anche il mio allenatore fino alla scorsa stagione”

“Hai citato due dei tuoi vecchi allenatori. Che rapporto hai avuto in genere coi tuoi allenatori e chi ti ha lasciato qualcosa di più? E tu che ci hai anche giocato, com’è cambiato mister Raciti e come lo vedi in veste di allenatore?”

“Sinceramente ho sempre avuto un ottimo rapporto con tutti gli allenatori e non ho mai avuto grossi problemi. Mi trovavo bene con La Vaccara, Melchionna, anche con Cervillera, e tutti mi hanno dato qualcosa sotto vari punti di vista. Forse uno di quelli che mi ha lasciato qualcosa in più è stato Peppe Borgese, nella mia esperienza a Comiso. Col mister Raciti ci troviamo bene e devo dire che è cambiato sotto diversi punti di vista. Da calciatore era uno che scherzava tanto e a cui piaceva stare nello spogliatoio. Ora è più serio, più concentrato ma anche lui quando magari è il momento è il primo a ridere e scherzare. Come allenatore è preparatissimo, prepara bene gli allenamenti e le partite sotto tutti i punti di vista”

“Quali partite ricordi con particolare affetto?”

“Indubbiamente le partite che si ricordano meglio sono quelle decisive, quando si vincono i campionati o quando si raggiunge comunque un traguardo. Ricordo quella della Promozione in Serie D, ma anche quella contro il Pro Ragusa di tre anni fa quando abbiamo vinto la Prima Categoria”

“Un’ultima domanda: come vedi il tuo futuro sportivo?”

“In questo momento è veramente difficile parlare di futuro, perché ci troviamo in un momento particolare e non sappiamo quando potrà finire. Se la Lega non dovesse dare aiuti alle società, a questi livelli molte diloro avranno grosse difficoltà, perché la maggior parte di loro“vivono” di sponsor e nel momento in cui le aziende non guadagnano e ovvio che di conseguenza gli sponsor diminuiscono. Quindi non mi so vedere in futuro, ma sicuramente se ci sarà la possibilità penserò a restare a Modica, vedremo”.

Intervista realizzata telefonicamente da Salvatore Arturia