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BLA BLA BLATTER, ELETTO AL PRIMO VOTO  TuttoSport24

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BLA BLA BLATTER, ELETTO AL PRIMO VOTO

Fifa, Blatter resta ancora presidente dopo il primo voto si ritira al-Hussein

Discorsi programmatici, proclami e una posizione di sostanziale indifferenza al fatto che lo scandalo che travolge in questi giorni la Fifa è figlio di un epoca durata già sedici anni, e firmata dallo stesso presidente uscente che si candida come moralizzatore. Blatter, dopo la causa anche la soluzione.Joseph Blatter è stato eletto per la quinta volta presidente della Fifa, con una modalità frutto del chiaro braccio di ferro da lui intrapreso contro qualsiasi altro rivale nelal corsa alla poltrona più alta del calcio mondiale. Dopo aver incassato un chiaro vantaggio nel primo turno di votazioni, 133 voti contro i 73 ottenuti dallo sfidante Ali bin al-Hussein, quest’ultimo ha deciso di ritirarsi dalla corsa, regalando al 79enne svizzero un successo politicamente determinate,

«Avrei potuto ricevere più voti ma andiamo avanti. Ringrazio tutti per avermi dato la possibilità di guidare ancora il calcio per i prossimi 4 anni», questo il ringraziamento di un neopresidente che viaggia verso i venti anni di dominio incontrastato del calcio, nei quali è evidentemente accaduto di tutto. Ancora a lui il compito di rimediare?

Il principe al-Hussein. «Voglio ringraziare tutti, è stato un bellissimo viaggio -ha detto Al Hussein- In modo particolare voglio ringraziare chi è stato così coraggioso di votare per me ma ho deciso di ritirarmi». Dopo le sue parole il principe giordano è stato abbracciato da diversi dirigenti della Fifa, compreso Michel Platini.

«Non abbiamo bisogno di rivoluzioni, ma abbiamo sempre bisogno di evolvere. Vengo ritenuto responsabile per la situazione attuale della Fifa e io lo accetto, come accetterò di rilanciarla insieme a voi. La mia è una promessa che faccio per l’amore che ho per il gioco». Questa è stata la dichiarazione di Blatter prima delle votazioni, in cui Blatter aveva ribadito il desiderio di «una Fifa bella e forte ma non posso farcela da solo, ho bisogno di tutti voi. Tutto quello che faremo in futuro si baserà su fiducia, rispetto e fair play. La Coppa del mondo è la gallina dalle uova d’oro e dobbiamo proteggerla, così come dobbiamo combattere la corruzione. Vogliamo recuperare il nostro buon nome, ripartiremo domani con questo obiettivo in testa».

La replica dello sfidante, il principe giordano Ali bin Al Hussein non si era fatta attendere. «Oggi è in gioco l’onorare e la fiducia investita su ognuno di noi. Ci vorrà un leader impegnato per risolverci da questo pasticcio in cui ci troviamo, non mi nasconderò dietro all’organigramma quando le cose andranno male. Voglio capovolgere la piramide, prometto di spalancare le porte della casa Fifa, e di sviluppare un programma trasparente».

Le posizioni sembravano quelle classiche della lotta tra potere e morale, ma le regole del gioco sono state ben altre. La conta dei voti e lo sbriciolarsi delle alleanze che hanno finora retto il patriarca del calcio mondiale non ha regalato sorprese.

L’elezione è avvenuta scrutinio segreto ed ogni federazione disporrà di un voto. Le federazioni membri della Fifa sono 209 così divise: Uefa (Europa) 53, CAF (Africa) 54, AFC (Asia) 46, Concacaf (America del nord,centrale e Caraibi) 35, OFC (Oceania) 11, Conmebol (Sudamerica) 10. Per essere eletto al primo turno un candidato deve raccogliere i due terzi dei voti espressi (140), mentre bastava la maggioranza semplice per passare, al secondo turno.

Non più tardi di ieri si è registrata la durissima presa di posizione di Michel Platini, presidente dell’Uefa, che aveva di fatto chiesto a Blatter di dimettersi incassando un secco rifiuto, e dunque chiedendo alle federazioni europee di schierarsi tutte a favore dello sfidante Ali bin al-Hussein. Un peso di «50 voti», calcolava Platini, a cui fanno aggiunte le prese di posizione delle ultime ore. I rapporti tra Uefa e Fifa sono ora ad un punto di svolta, tendezialemtne molto negativo.

Autorevole ma ininfluente è stato l’appello dell’Onu. Le Nazioni unite – ha detto il portavoce Stephane Dujarric – stanno riesaminando le loro partnership con la Federazione al centro dello scandalo del calcio mondiale e monitorando «molto attentamente» la rete di corruzione emersa nelle indagini dell’Fbi e delle autorità elvetiche.

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